lunedì 13 agosto 2018

I quattro grandi stadi di sviluppo del bambino.


Il bambino, durante la sua età evolutiva, vive e percorre 4 grandi stadi di sviluppo cognitivo. Jean Piaget descrive e specifica ben precisamente questi periodi.

Periodo senso-motorio (0-2 anni)

In questo periodo, il bambino esplora e si relaziona con l’ambiente attraverso i sensi e le capacità motorie che piano piano si perfezionano. Da semplici azioni di “riflesso” passa gradualmente ad un intenzionalità delle sue azioni, riuscendo a differenziare il suo corpo dagli oggetti esterni e dare uno scopo a quello che fa.

In questo periodo (più specifico tra i 18/24 mesi) si sviluppa il famoso senso di permanenza di un oggetto, inteso come la capacità di capire che un oggetto esterno esiste indipendentemente dalla consapevolezza di esso e che pertanto può muoversi, spostarsi,apparire e sparire secondo un’azione ben precisa.
Per alimentarne lo sviluppo, il metodo Montessori progetta e crea diversi materiali specifici, come ad esempio, la scatola per imbucare.

Periodo pre-operatorio (2-6/7 anni)

In questo stadio, compaiono il linguaggio, il gioco simbolico e l’imitazione differita.
Qui il piccolo inizia una fase di riconoscimento del sé, identifica i familiari e le persone che vede spesso, comprende la propria immagine riflessa nello specchio, sviluppa bene la parola.
Il bambino è in grado di utilizzare immagini, simboli, parole e rappresentazioni mentaliattraverso un’imitazione differita.
Egli è capace, quindi, d’osservare e solo in un secondo momento, a distanza di ore o interi giorni, di riprodurre quello che ha osservato, conservando una rappresentazione interna di esempio da imitare.
Inizia il gioco simbolico. Un simbolo può rappresentare qualsiasi cosa per lui, anche se completamente diversa da quella che realmente è: ad esempio, una scatola può rappresentare un tavolo, una scopa un cavallo…
In questo periodo il gioco del bambino prevede il coinvolgimento di altre persone ma in lui prevale un egocentrismo intellettuale: non sa che ogni persona ha un punto di vista diverso di pensiero ma è convinto che tutti la pensino come lui e ne capiscano i pensieri.
Proprio per questo, vediamo bambini raccontare storie in maniera incomprensibile per l’ascoltatore. Si assiste ad una comunicazione senza connessione logica e ricca di libere associazioni.

Periodo operatorio-concreto (6/7-11 anni)

Nello stadio operatorio-concreto, assistiamo ad uno sviluppo cognitivo più complesso, dove prevale l’uso di operazioni mentali reversibili.
In questo periodo il bambino sviluppa comprensione e logica. I simboli, per lui prima utilizzati senza senso, vengono manipolati secondo una logica. Riesce a compiere operazioni mentali come sommare, sottrarre, dividere, moltiplicare, classificare, mettere in corrispondenza, tutto su basi concrete e dati tangibili.
Si acquisisce il concetto di reversibilità: l’effetto di un’operazione può essere annullata da un’operazione opposta. Un’immagine su carta, ritagliata in vari pezzi, può essere scomposta e ricomposta rimettendo i vari pezzi di carta vicini.
Il bambino riesce, man mano a comprendere le diverse quantità numeriche, lunghezze ed i volumi liquidi. Riesce a ragionare e comprendere come una tale quantità rimane la stessa anche sotto una forma diversa.

Periodo operatorio-formale (12-15 anni)

Qui le trasformazioni a livello cognitivo coinvolgono il pensiero che si sviluppa in attività mentali complesse e sopratutto astratte.
Dopo i 12 anni, infatti, il bambino riesce a creare dei pensieri astratti e crearsi un pensiero immaginario, ipotetico e deduttivo anche senza una reale esperienza. Fantastica su cose che potrebbero accadere. Crea da diversi pensieri delle conseguenze logicamente possibili creandosi degli schemi di pensiero soggettivi come ad un adulto. Secondo Piaget, infatti, questo periodo conclude lo sviluppo cognitivo della persona.

Un’educazione adeguata del bambino secondo gli stadi di sviluppo cognitivo

La conoscenza di quest’importanti stadi cognitivi di Piaget permette tutt’oggi, a livello educativo, di concentrare e scandire determinate azioni, attività e materiali in specifici momenti dove il bambino può assimilare e sviluppare tutto ciò che gli è veramente utile nelle varie fascia d’età. 
Fonte: web 
pubblicato da Maria Luisa Boninelli

Lo sviluppo cognitivo del bambino secondo Jean Piaget


Tra i grandi esponenti della pedagogia e dello sviluppo dei bambini del XX secolo non può mancare il famoso Jean Piaget. I suoi studi, le sue ricerche e le sue affermazioni abbracciano i pensieri di molti importanti personaggi come Bruno Munari e Maria Montessori. La sua teoria sullo sviluppo cognitivo e’ famosa in tutto il mondo e viene spesso applicata nell’educazione dei bambini.

Chi e’ Jean Piaget?
Pedagogista, psicologo, biologo, e filosofo svizzero, Jean Piaget è stato un personaggio di grande rilievo nell’educazione infantile.
Egli si concentro’ molto sullo sviluppo cognitivo e sulla psicologia dello sviluppo nel corso dell’età evolutiva.
I suoi studi e convinzioni interessano molto la stimata Maria Montessori e il famoso Bruno Munari. L’ammirazione e condivisione dei lavori di ognuno di questi personaggi è contraccambiata.
Maria Montessori viene spesso, infatti, menzionata da Jean Piaget per il suo grande lavoro iniziato sui bambini ritardati e poi esteso, con grande successo a tutti i bambini.

Lo sviluppo cognitivo del bambino di Jean Piaget

Durante i suoi studi e le suo attente osservazioni, Jean Piaget fece una grande scoperta: egli notò come, durante l’età evolutiva di un individuo, si possono scandire dei diversi ma ben precisi periodi in cui egli assimila, si accomoda, si equilibra e si rapporta col mondo esterno.
Si distinguono, in ogni persona, ben 4 periodi di sviluppo cognitivo. Periodi “standard” che si susseguono nello stesso preciso ordine in ugual maniera per tutti.
Questi periodi vengono contraddistinti come:
  1. periodo senso-motorio: dalla nascita ai 2 anni
  2. pre-operatorio: dai 2 ai 6-7 anni
  3. operatorio-concreto: dai 6/7 agli 11 anni
  4. operatorio-formale: dai 12 ai 15 anni

pubblicato da Maria Luisa Boninelli

sabato 4 agosto 2018

Le funzioni esecutive e abilità cognitive.

  • Le funzioni esecutive. Sono dei processi cognitivi superiori che supervisionano, dirigono e controllano le funzioni di base (percezione, controllo motorio, linguaggio, ecc.) nella guida del comportamento diretto ad uno scopo. Esse comprendono una serie di processi e abilità, tra cui: la capacità di pianificare un’azione complessa in vista di un obiettivo seguendo tappe ben precise e ordinate e di monitorarne l’esecuzione; la flessibilità cognitiva, attraverso cui riusciamo a passare velocemente da un’attività/compito ad un altro, così come riusciamo a cambiare le strategie messe in atto nella risoluzione di un compito, in base alle informazioni che arrivano dall’ambiente; i processi decisionali; la regolazione delle emozioni e del comportamento, grazie alla quale riusciamo a modificare ed inibire alcuni comportamenti in base al contesto in cui ci troviamo ed infine la motivazione.
  • Le funzioni esecutive coordinano tutte le abilità cognitive di base e sono coinvolte nelle attività complesse che compiamo quotidianamente (cucinare, programmare la giornata di studio),  ma entrano in gioco soprattutto quando c’è una situazione nuova o imprevista da affrontare, quando dobbiamo trovare nuove soluzioni ed elaborare nuove strategie (ad esempio un compito nuovo affidatoci sul lavoro).
Ogni abilità cognitiva può coinvolgere una specifica area del cervello oppure essere il frutto di una rete di connessioni fra diverse aree cerebrali.
Le lesioni o le disfunzioni cerebrali dovute a patologie, traumi o altre condizioni neurologiche, possono coinvolgere aree molto circoscritte o più vaste e di conseguenza, avere ricadute su singole funzioni cognitive specifiche o su più funzioni.
Fonte: Web. 
--
pubblicato da Maria Luisa Boninelli

Le funzioni esecutive: cosa sono e in cosa possono essere utili


Le abilità cognitive comprendono tutti i processi attraverso i quali un individuo percepisce, registra, mantiene, recupera, manipola, usa ed esprime informazioni. 
Facciamo un esempio e pensiamo ad una semplice azione quotidiana come “rispondere al telefono”. Questo compito, che appare semplice ed automatico, coinvolge diverse abilità cognitive: l
a) la percezione (sentire lo squillo del telefono), 
b) attenzione (isolare lo squillo da tutti gli altri suoni presenti), 
c) la presa di decisione, detta anche decision making (rispondere o no),
d)  le abilità motorie (alzare la cornetta), abilità linguistiche (parlare e capire cosa ci viene detto),
e)  le abilità relazionalii (interpretare il tono di voce e interagire in modo appropriato).
 Vediamo brevemente alcune delle abilità cognitive di base:
  • La percezione si riferisce ai modi attraverso cui l’informazione acquisita dall’ambiente attraverso gli organi di senso (la vista, il tatto, l’udito ecc.) è trasformata in esperienza di oggetti, eventi, suoni, gusti, sapori ecc.
  • Il riconoscimento è la capacità di categorizzare un oggetto (ad esempio, quando vediamo un merlo lo riconosciamo come appartenente alla categoria “uccelli”), ma serve anche ad associare l’oggetto con le rappresentazioni che ne descrivono il suo utilizzo (quando riconosco un oggetto come una “penna” attivo le conoscenze che ho sulle penne, ad esempio, so che “serve per scrivere”).
  • L’attenzione è quella funzione che permette all’individuo di filtrare ed elaborare le informazioni o input provenienti dall’ambiente esterno. Può essere scomposta in diverse componenti: Attenzione divisa quando il soggetto svolge più compiti in contemporanea, Attenzione sostenuta (vigilanza) quando dobbiamo prestare attenzione ad una fonte d’informazione per un tempo prolungato, Attenzione selettiva quando tra diversi stimoli che arrivano contemporaneamente, selezioniamo quelli a cui prestare attenzione senza lasciarci distrarre da stimoli interferenti; pensiamo ad esempio a quando siamo ad un festa e stiamo parlando con un amico, nel frattempo ci sono molti stimoli uditivi (la musica, altre persone che parlano), ma noi siamo in grado di selezionare e analizzare solo quelli provenienti dalla persona con la quale stiamo conversando (fenomeno del cocktail party).
  • La memoria è la capacità di immagazzinare nuovi ricordi e di recuperarli a distanza di tempo. Esistono diversi tipi di memoria: la memoria a lungo termine (MLT) ha capacità illimitate e può conservare le informazioni per periodi estremamente lunghi. Rientra nella MLT la memoria dichiarativa che riguarda tutte le conoscenze esplicite che possediamo sul mondo (i leoni si trovano in Africa) e si suddivide in memoria semantica (tutto quello che so sui leoni) ed episodica, cioè legata a degli episodi della nostra vita (quella volta che allo zoo ho visto i leoni); la memoria procedurale invece, è costituita da conoscenze che non sono esprimibili a parole (come andare in bici, come guidare la macchina, ecc.). La memoria di lavoro, è un sistema per il mantenimento temporaneo e per la manipolazione attiva dell’informazione (ad esempio mentre facciamo un calcolo mentale, quando teniamo a mente un numero telefonico mentre lo digitiamo, ecc…).
  • Le abilità motorie, ossia la capacità di muovere i muscoli e il corpo e l’abilità di manipolare gli oggetti
  • Il linguaggio, quindi la capacità di tradurre i suoni o le scritte in parole (la comprensione) e l’abilità di generare output verbali o scritti (la produzione del linguaggio).
fonte: web 
--
pubblicato da Maria Luisa Boninelli
per ulteriori informazioni sul poter organizzare corsi di formazione sul Metodo Feuerstein potete inviare una mail a mluisa.boninelli@gmail.com 

Quattro domande sulle emozioni

Quattro domande sulle emozioni
Quando parliamo delle emozioni dei bambini, ci sono due domande importanti e due meno importanti...
1) il PERCHÉ è poco importante: ci sono adulti che provano paura quando vedono una formica o si arrabbiano per un capello fuori posto... e talvolta neanche sanno perché provano un'emozione;

2) il COSA è poco importante: ci sono persone che provano tristezza per un brutto voto, altre provano rabbia e altre ancora felicità;

3) il COME è molto importante: anche la felicità può essere disadattiva se viene manifestata in modo esagerato, senza considerare chi ci circonda. Alla stessa maniera, la rabbia o la paura sono utilissime se modulate ed espresse in modo non aggressivo;

4) il QUANTO infine è fondamentale: tutte le emozioni sono utilissime se non si trascinano troppo a lungo. Viceversa, uno stato di tristezza protratto nel tempo può diventare depressione e la rabbia può diventare rancore.
--
pubblicato da Maria Luisa Boninelli
per informazioni su corsi di formazione o attività di applicazione del metodo Feuerstein potete inviarmi una mail a mluisa.boninelli@gmail.com 

giovedì 26 luglio 2018

Nuovi attestati: nuovi applicatori certificati

Carissimi lettori 
quest'oggi sono stati spediti i primi 120 certificati che fanno parte del primo semestre di formazione sul Metodo Feuerstein che ha visto coinvolte diverse regioni d'Italia. 
Da Varese a Siracusa, passando per Roma, Caserta, Palermo e Catania tantissime sono state le persone interessate a conoscere il Metodo e iniziare a utilizzarlo. 
A tutti loro va il mio augurio di poter continuare a formarsi e applicare tutto quanto ciò che è stato appreso durante la formazione. 
In bocca a lupo! 
Dr.ssa Maria Luisa Boninelli 
Trainer Feuerstein Standard, Basic e Tattile 



Giochiamo insieme? Attività di potenziamento cognitivo sulla percezione visiva


Giochiamo insieme? 
Ecco qui un semplice #Gioco per sviluppare la percezione visiva 
Di quale colore sono i 4 tappi che formano una linea consecutiva orizzontale, verticale e diagonale? 
Attraverso q
uest’attività di Brain Fitness è possibile lavorare sull’osservazione sistematica, l’accuratezza e la precisione della raccolta dei dati e sul controllo dell impulsività #potenziamentocogntivo #giochiamoinsieme#unmomentostopensando

pubblicato da Maria Luisa Boninelli



Giochiamo Insieme? Attività di potenziamento cognitivo

Gentili Lettori, 

Talvolta basta poco per scovare semplici giochi nei negozi giusti e pensare che possano essere utilizzati e ritagliati a seconda delle esigenze per i nostri piccoli durante le attività di applicazione del #metodofeuerstein 

Utilizzando questo gioco possiamo stimolare: 
● percezione visiva 
● attenzione e controllo dell impulsività 
● concetti topologici
● problem solving
● rispetto del turno

Buon #giococognitivo a tutti!
#giocandosimpara #giococognitivo #adhd #dsabes#potenziamentocognitivo #feuerstein #pasbasic#catania

pubblicato da Maria Luisa Boninelli

Per informazioni su attività di potenziamento cognitivo e formazione sul Metodo Feuerstein potete inviarmi una mail al seguente indirizzo: mluisa.boninelli@gmail.com 

Giochiamo insieme? Attività di potenziamento cognitivo



L'attività di #premediazione è l'elemento principale per aiutare il bambino nel #processodiapprendimento. 

Lavorare sugli insiemi, ragionare su similitudini e differenze, tenere il conto e stimolare la coordinazione oculomanuale e la manualità fine, questi sono gli obiettivi di questi giorni. #metodofeurstein #pasbasic #insiemi#apprendimentomediato #stimolazionecognitiva in questo caso 

La mia bravissima mediatrice ha lavorato con lo strumento pas Basic "Dall' Unità al Gruppo" in attività di premediazione.

Le corsiste crescono! Brava #PsicologaPsicomotricista #M.Emmolo
Per informazioni per attività di potenziamento cognitivo e formazione sul Metodo Feuerstein potete contattarmi al seguente indirizzo mail: mluisa.boninelli@gmail.com 

Giochiamo insieme? Attività di potenziamento cognitivo

Ogni oggetto al posto giusto!!

🔅Gioco sulla pianificazione per forma e colore.

➡️ attraverso quest’attività di mediazione il bambino impara a decodificare correttamente sviluppando una delle funzioni cognitive cardino dell’apprendimento: l’utilizzo di più fonti di informazioni contemporaneamente. 

#giocandosimpara #metodofeuerstein#unmomentostopensando