lunedì 23 aprile 2012

Articolo: il bravo docente rende facile ciò che è difficile.

Carissimi lettori condivido con tutti voi un interessante articolo tratto dalla rivista " la tecnica della scuola sul docente mediatore del processi di apprendimento. 
di A.D.F.
22/04/2012
Una sintesi per definire il bravo docente è contenuta nell’aforisma di Ralph Waldo Emerson “Un educatore è un uomo che rende facili le cose difficili “. In tale aforisma si può interpretare che i bravi insegnanti devono essere in grado di indirizzare le loro energie su questioni fondamentali, quelle che fanno la vera differenza per i loro studenti.
Per essere un bravo insegnante non basta l’amore per la propria professione, ma a questo va aggiunto l’impegno, affinché tale carica interiore vada sostenuta e perfezionata con  rigore, studio e coinvolgimento personale, qualificandosi nel pieno possesso di modalità operative e conoscitive.
Il docente professionalmente qualificato deve possedere un elevato livello di competenza pedagogica,  come risultato di una dosata  combinazione fra conoscenze teoriche ed attività operative. Una combinazione capace di includere quella giusta riflessività che permetta di costruire  l’azione educativa. In poche parole possiamo sintetizzare quanto detto con un aforisma di Ralph Waldo Emerson “Un educatore è un uomo che rende facili le cose difficili“. 
In tale aforisma si può interpretare che i bravi insegnanti devono essere in grado di indirizzare le loro energie su questioni fondamentali, quelle che fanno la vera differenza per i loro studenti. I bravi insegnanti devono saper  guidare e motivare i propri alunni, stabilendo in modo chiaro gli obiettivi di apprendimento all'inizio della lezione, facendo il riepilogo alla fine, e dando istruzioni chiare per i compiti a casa. 
I bravi insegnanti devono far capire agli alunni come la lezione si inserisca all’interno del  programma complessivo, fornendogli il relativo feedback sulla loro progressione di apprendimento. 
I bravi insegnanti devono essere flessibili in classe e fuori. I bravi insegnanti devono essere aperti alle innovazioni tecnologie applicate alla didattica e saper risolvere i nuovi problemi  per far fronte alle diverse situazioni. 
I bravi insegnanti devono dire con chiarezza ciò che si aspettano in termini di comportamento e di rendimento, facendo  un contratto con gli alunni, in cui stabilire chiari confini per ciò che è ammesso. I bravi insegnanti devono saper fare lavoro di squadra nelle attività progettuali. 
I bravi insegnanti devono sapersi organizzare, attraverso una dialettica costruttiva e propositiva, quando non si trovano d’accordo con logiche selettive errate, irregolari e poco trasparenti, come quelle subite nella prova preselettiva dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici, progettata e gestita da chi, probabilmente, non conosceva a fondo la qualità comunicativa e la professionalità didattico-organizzativa del bravo insegnante.

domenica 22 aprile 2012

Imola, Corso di formazione

Carissimi lettori, 
sono lieta di comunicarvi che per conto del Centro studi Erickson terrò una formazione su “Gestione della classe e dei conflitti. La comunicazione efficace" nei giorni 26 e 27 Aprile,  presso l' Istituto  “Paolini Cassiano ”di Imola dalle ore 15.00 alle ore 18.00 
I temi che verranno trattati sono i seguenti: 
lo stile comunicativo, la comunicazione inefficace, comunicare efficacemente con il gruppo classe, con i colleghi, con i genitori

Scopo del progetto: lo sviluppo ed il potenziamento di competenze comunicative efficaci, al fine di migliorare il rapporto del docente con il gruppo classe e con i colleghi. Attraverso incontri teorico—pratici, si approfondiranno i diversi aspetti della relazione nel contesto scolastico, allo scopo di sviluppare una graduale consapevolezza degli aspetti disfunzionali della comunicazione

Cagliari, Seminario sul Metodo Feuerstein

Carissimi, 
ho il piacere di comunicarvi che il 5 Maggio terrò un seminario a Cagliari. 
L'evento è organizzato dall'Associazione RTS con cui ho il piacere di collaborare nell'ambito della formazione e della diffusione del Metodo Feuerstein. 
Il Seminario si terrà a ELMAS "ISTISTUTO TECNICO AGRARIO DUCA DEGLI ABRUZZI" VIA ACQUEDOTTO ROMANO ZONA INDUSTRIALE ELMAS
Eccovi il Programma: 
 9:00-9:30
PRESENTAZIONE CONVEGNO_SEMINARIO,SALUTI ALLE AUTORITA' E INTRODUZIONE DEI LAVORI.
9:30-11:30
PRIMA RELAZIONE PLENARIA "PROCESSI DI PENSIERO E PROCESSI DI APPRENDIMENTO" INTRODUZIONE AL PENSIERO DI REVEN FEUERSTEIN.
(Dott.ssa M.Luisa Boninelli)
11:00-11:15
BREAK
11:15-12:15
SECONDA RELAZIONE PLENARIA : IL METODO FEUERSTEIN E LA FAMIGLIA LINEE GUIDA PER I GENITORI.
(Dott.ssa Nicoletta Lastella)
12:15-13:00
APPROFONDIMENTO E CONFRONTO RELATORI.
14:30-16:00
TERZA RELAZIONE PLENARIA :DIFFICOLTA' SCOLASTICA O SCUOLA IN DIFFICOLTA'?
(Dott.ssa Pini Paola)
16:00-17:00
UN MOMENTO STO' PENSANDO! LABORATORIO DIDATTICO ASSISTITO SUL METODO FEUERSTEIN. INTERAZIONE MEDIATA SU PAGINE SCELTE LA PAS.
(Dott.ssa M. Luisa Boninelli - Dott.ssa Paola Pini)
17:00-17:30
APPROFONDIMENTO E CHIUSURA.

PER LE ISCRIZIONI INVIARE UNA MAIL ALL'INDIRIZZO alsasale@virgilio.it CON I VOSTRI DATI E CHE RUOLO RICOPRITE. PER INFO TEL. 3406867507 ANTONELLA.

lunedì 9 aprile 2012

Il ruolo del mediatore nel processi di apprendimento

“Nella mia teoria ho incorporato molti elementi di Piaget, ma il ruolo del mediatore, che propone una qualitàdi interazione tra l’individuo e il mondo, mi si èchiarito solo quando ho cominciato a lavorare con bambini di provenienza diversa….L’apprendimento dei bambini che vivevano nei piccoli villaggi di montagna era migliore di quellodei ragazzi di città. Mi chiedevo il perché: questi bambini di cittàavevano tanti stimoli, tante cose da vedere, giornali avevano una esperienza straordinaria, elevati livelli di socializzazione, erano controllati dalla società, avevano visto tutto…ma avevano gravi difficoltàdi apprendimento. Gli altri vivevano in villaggi senza carta, senzagiornali, ma imparavano piùvelocemente; malgrado la povertàdi stimoli, erano stati bambini “mediati”. C’erano i nonni, le zie nubili, tutto un mondo che mediatizzava questi bambini. Nelle cittàera giàin atto la disintegrazione della famiglia patriarcale e questi bambini avevano subito il mondo senza mediazioni,”(Feuerstein, 1993)

domenica 8 aprile 2012

Nuova Pubblicazione: What learning Looks Like

Reuven Feuerstein and Ann Lewin-Benham

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What Learning Looks LikeWhat Learning Looks Like: Mediated Learning in Theory and Practice, K-6

Pub Date: May 25, 2012
ISBN: 0807753262
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In this unique collaboration, the authors bring to life the theory of mediated learning. Through numerous examples and scenarios from classrooms and museums, they show how mediated learning helps children to become more effective learners. Readers learn the steps in the process, including analyzing the child’s problem, teaching the child to focus on the difficulty, and using the techniques of mediated learning to enable the child to overcome the learning challenge. This is the first book to present Feuerstein’s groundbreaking work in accessible language with copious examples of practice. With this volume, educators and administrators will have a reliable and practical way to understand the place of mediated learning in today’s schools.
Book Features:
  • Step-by-step guidance for diverse teaching situations.
  • Examples from museum exhibits and exemplars of practice.
  • Useful teaching illustrations.
  • A list of cognitive functions that can impair learning.
  • Advice for parents of children with learning challenges.
“Ann Lewin-Benham and Reuven Feuerstein have collaborated to provide a remarkable, readable, and systematic exposition that joins the theory and practice of mediated learning experiences within the real worlds of museums and classrooms. The book provides concrete examples that show museum directors, teachers, and parents the practical ‘how to’ for building children’s cognitive structures.”
—From the Foreword by James Bellanca, International Renewal Institute
“Feuerstein and Lewin-Benham invite us to think differently about what constitutes learning. This phenomenal book makes the mediator's role more practical by providing not only the theory and research to support this strategy, but also specific examples, instructional sequences, and linguistic tools that teachers and parents can thoughtfully and intentionally employ to cause children to think more deeply and to understand their own cognitive processes.”
—Arthur L. Costa, Professor Emeritus, California State University, Sacramento
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San Ferdinando di P(BT), Corso di formazione su ICF


Carissimi lettori 
sono lieta di comunicarvi che terrò un corso di formazione
“Il modello ICF nella scuola . Dalla Diagnosi  Funzionale alla costruzione del 
PEI”. Dal modello dell’OMS alla progettazione per l’inclusione”
Il corso di terrà presso il Circorlo didattico di San Ferdinando di P. dalle ore 14.30 alle 18.30

Buona Pasqua 2012

Cari lettori, 
a tutti voi un semplice pensiero di Auguri per una Buona Pasqua. 
Con affetto 
M.Luisa

lunedì 2 aprile 2012