| Date | Partenza del corso 13 ottobre 2014 | |||
| Modalità | La formazione online offre la possibilità di apprendere utilizzando la piattaforma internet. Il corsista potrà scaricare le dispense, rispondere ai questionari e consultare i forum senza vincoli di orari. Il corso prevede un impegno di circa 30 ore online suddivise in 3 moduli. | |||
| Docente | Maria Luisa Boninelli, formatore Senior accreditato e autorizzato alla formazione Feuerstein. Relatore in diversi convegni sulla disabilità e integrazione scolastica. Collabora da diversi anni con il Centro Studi Erickson nel campo della formazione e dell’editoria per i docenti di ogni ordine e grado. |
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| Presentazione |
Con la direttiva del 27 dicembre 2012 relativa ai Bisogni educativi
speciali (BES) il MIUR ha accolto gli orientamenti da tempo presenti in
alcuni Paesi dell’Unione Europea. La direttiva sollecita infatti i docenti a individuare e rispondere in modo specifico agli allievi con BES. Di fronte a tale richiesta, molti insegnanti denunciano la difficoltà di implementare strategie di personalizzazione in classi sempre più numerose, disponendo di strumenti spesso carenti. Il cooperative learning risponde a tali esigenze creando una didattica inclusiva e offrendo in modo interattivo, semplice e immediato una risposta a tale emergenza scolastica. |
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| Destinatari | dirigenti scolastici, insegnanti di sostegno, insegnanti curricolari, componenti del GLI di distretto, Funzioni strumentali, coordinatori di classe o di sezione, educatori | |||
| Programma e contenuti |
modulo n. 1 - Introduzione generale ai Bisogni educativi Speciali e al Cooperative Learningobiettivi:
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| Materiali | Raccolta di materiale bibliografico, dispense e schede operative | |||
| Metodologia didattica | Discussione tramite forum con tutor disciplinare sulle tematiche: dubbi, richieste di ulteriori chiarimenti, esperienze. Studio individuale. Esercitazione su studio di casi. Questionari di autovalutazione. Verranno per ogni modulo presentate esercitazioni sia individuali sia di gruppo per la rielaborazione delle conoscenze pregresse con i nuovi argomenti oggetto del corso | |||
| Costi | 130,00 € + IVA; PROMO per i gruppi che iscrivono più di 3 persone 90,00 €+ IVA | |||
| Crediti ECM | NO | |||
| Modalità d’iscrizione |
Inviare una mail all’indirizzo
marialuisa.boninelli@unive.it indicando nome cognome, indirizzo, indirizzo mail, numero di telefono/cellulare. Per ulteriori informazioni potete contattare il seguente numero di telefono 345-9420545 |
domenica 5 ottobre 2014
Corso: due teste sono meglio di una. Il cooperative learning come risposta ai bisogni educativi speciali.
Catania: Corso Programma di Arricchimento Strumentale Basic II livello
| Organizzatore |
Dr.ssa Maria Luisa Boninelli - unmomentostopensando - www.irsmef.it e-mail:
marialuisa.boninelli@unive.it;
irsmef@irsmef.it tel: 345/9420545 328/7341421 |
| Date | 14 -15 novembre 28- 29 novembre 05 -06 dicembre 12 -13 dicembre |
| Modalità | in presenza |
| Sede e orari | Via Padova 36 Catania (la sede potrà essere cambiata in relazione al numero degli iscritti) Venerdì ore 15-19; Sabato a ore 9-13 e 14-19 |
| Docenti | Maria Luisa Boninelli, formatore Senior accreditato e autorizzato alla formazione Feuerstein. Relatore in diversi convegni sulla disabilità e integrazione scolastica. Collabora da diversi anni nel campo della formazione e dell’editoria con il Centro Studi Erickson per tutti i docenti di ogni ordine e grado. |
| Presentazione |
Temi centrali del corso, che chiude il percorso formativo del PAS
Basic, sono l’importanza dell’apprendimento affettivo/emozionale e la
correzione/sviluppo di funzioni cognitive e operazioni mentali fragili o
immature. La parte pratica consiste nello studio degli ultimi cinque Strumenti del PAS Basic: Confronta e scopri l’assurdoB e Confronta e scopri l’assurdo 2: attraverso l’esplorazione sistematica e l’uso di criteri di confronto, permettono di scoprire e comprendere perché una certa situazione è assurda e ci crea disequilibrio cognitivo; con il supporto di domande stimolo, cloze, tabelle, approfondiscono l’uso dell’eserciziario Confronta e scopri l’assurdo A Impara a fare domande per la comprensione della lettura: aiuta a comprendere un testo, insegnando a porsi domande che individuano connessioni e nessi sintattici e favoriscono la comprensione Pensa e impara a prevenire la violenza: attraverso la descrizione di una storia, insegna a individuare il contenuto del conflitto, a prendere in considerazione soluzioni alternative, privilegiando quelle che risolvono il conflitto evitando il ricorso alla violenza Conosci e identifica: attraverso una serie di domande strutturate fornisce l’occasione per attivare un gran numero di operazioni mentali, dalle più semplici alle più complesse |
| Destinatari | insegnanti, educatori professionali, pedagogisti, psicologi, logopedisti, terapisti della riabilitazione, medici, operatori socio-sanitari, genitori e applicatori non professionali |
| Programma e contenuti |
modulo n.1 - Parte teorica obiettivi:
obiettivi:
|
| Materiali | 5 eserciziari del PAS Basic 2, una dispensa, un manuale applicativo |
| Metodologia didattica | In piccoli gruppi, che consentono un alto livello di interattività, si alternano momenti di lavoro individuale e di elaborazione collettiva, sotto la guida del formatore che coinvolge i corsisti nella definizione del problema, nell’analisi delle strategie utilizzate per risolverlo, nella partecipazione a proposte di soluzione il più possibile numerose e divergenti. |
| Costi | € 600,00 IVA INCLUSA Per coloro che si iscrivono entro e non oltre il 30 settembre è previsto uno sconto del 10 % sul costo del corso (€ 540,00 iva inclusa). Oltre tale data non potrà essere effettuata alcuna agevolazione. |
| Modalità d’iscrizione | Per ricevere il modulo di iscrizione contattare
irsmef@irsmef.it In alternativa telefonare al 345/9420545 o al 328/7341421 o la 348/5850531 L'iscrizione si intende perfezionata con il versamento della quota tramite bonifico bancario entro e non oltre il 31 Ottobre intestato a: Associazione IRSMEF: IT51P0301984230000007513896 |
Seminario Reuven Feuerstein: i bambini del mondo ti aspettano. Testimonianze per un maestro.
L’International Center for Studies on Educational Methodologies – ICSEM è lieto di invitarLa al Seminario di studi
REUVEN FEUERSTEIN: I BAMBINI DEL MONDO TI ASPETTANO
Testimonianze per un Maestro
22 ottobre 2014
Fondazione Collodi, Palazzo Strozzi, Firenze
| Programma | |
|---|---|
| 15.00 | Accoglienza e registrazione dei partecipanti |
| 15.15 | Introduzione - prof. Umberto Margiotta, Il progetto culturale e sociale di ICSEM |
| 15.45 | Testimonianze per un Maestro - Sandra Damnotti, Bio-bibliografia di Reuven Feuerstein: storia in itinere delle esperienze italiane |
| 16.00 | Interventi programmati dei partecipanti sulle aree individuate nel call for paper |
| 18.00 | Chiusura dei lavori |
- Umberto Margiotta, Università Ca' Foscari di Venezia
- Dario Ianes, Libera Università di Bolzano
- Mario Di Mauro, presidente onorario di ICSEM
- Sandra Damnotti, vicepresidente di ICSEM
- Maria Luisa Boninelli, segretaria
http://www.icsem.it/component/chronoforms/?chronoform=Seminario-22-ottobre-2014
venerdì 12 settembre 2014
Napoli, Corso Programma di Arricchimento strumentale Basic
Buongiorno a tutti
sono lieta di annunciare la partenza del Corso Programma di Arricchimento Strumentale Basic organizzato dall'Associazione Teseo di Napoli.
Il corso di terrà nelle seguenti date:
17-18-19 Ottobre
7-8-9 Novembre
Per questo corso è stato richiesto l'accreditamento dei Crediti ECM
Per ulteriori informazioni potete contattare il seguente indirizzo mail: info@teseoformazione.it
sono lieta di annunciare la partenza del Corso Programma di Arricchimento Strumentale Basic organizzato dall'Associazione Teseo di Napoli.
Il corso di terrà nelle seguenti date:
17-18-19 Ottobre
7-8-9 Novembre
Per questo corso è stato richiesto l'accreditamento dei Crediti ECM
Per ulteriori informazioni potete contattare il seguente indirizzo mail: info@teseoformazione.it
Corso Pas II Livello Standard Valeggio sul Mincio (VR)
Carissimi lettori
ho il piacere di comunicarvi che è stato attivato
ho il piacere di comunicarvi che è stato attivato
Corso di Formazione: Il Metodo Feuerstein
Programma di Arricchimento
Strumentale
II° Livello Standard
Luogo: Studio Hotel Eden, Valeggio Sul Mincio
10-11-12 Ottobre; 21-22-23 Novembre
Orari: Venerdi
14.30-19.00 Sabato 9.00-13.00-14.00-19.00; Domenica9.00-13.00- 14.00- 18.00
Obiettivi:
· conoscenza approfondita della teoria dell’Apprendimento Mediato
· Utilizzo consapevole e competente dei Criteri di Mediazione
· Sviluppo e analisi dei propri processi cognitivi
· Gestione della lezione
· Coscienza degli strumenti relativi al II° Livello P.A.S.
1.
Istruzioni
2.
Relazioni Familiari
3.
Relazioni temporali
4.
Orientamento Spaziale II
5.
Classificazioni
· Potenziamento delle abilità di mediazione capaci di migliorare
l’apprendimento
Contenuti:
*
Analisi degli strumenti metodologici (Criteri di
Mediazione, Analisi delle funzioni cognitive, Carta Cognitiva)
*
Il problema dell’apprendimento.
*
I criteri della mediazione.
*
Obiettivi o sottobiettivi del PAS.
*
Organizzazione degli incontri PAS.
*
Progettazione di attività cognitive collegate
agli strumenti
*
L’uso del Programma di Arricchimento Strumentale in risposta ai Bisogni Educativi Speciali e disabilità grave.
Tempi:
45 ore totali
N.B. QUESTO CORSO
PREVEDE LE ORE FORMATIVE REALI CONTRATTUALI, RICHIESTE DAL FEUERSTEIN
INSTITUTE. Corsi con ore di formazione inferiori alle 45 ore non corrispondono
ai criteri formativi stabiliti dal FEUERSTEIN INSTITUTE e pertanto non possono
essere considerati una formazione valida al Metodo Feuerstein.
Responsabile del Corso
Prof.ssa Maria Luisa
Boninelli, qualificata e accreditata come formatore Senior associato al
Feuerstein Institute di Gerusalemme, diretto dal prof.re Feuerstein,
autorizzata all’insegnamento del Metodo.
Docenti
Dr.ssa Paola Pini, qualificata e accreditata come formatore Senior associato al Feuerstein
Institute di Gerusalemme, diretto dal prof.re Feuerstein, autorizzata
all’insegnamento del Metodo.
Prof.ssa Adriana Volpato,
Formatore di primo livello associato al Feuerstein Instiute e formatore AID
esperta nel campo dei Disturbi specifici dell’apprendimento e ADHD.
Destinatari
La formazione è rivolta in particolare a quanti
operano in attività psicopedagogiche, sociali e formative nell’ambito della
scuola e della sanità (insegnanti, operatori sociali, logopedisti, psicologi,
formatori, etc.)
Costi
380
euro+ iva per chi si iscrive entro il 20
Settembre; 420 euro+ iva dopo il 20 Settembre il costo comprende gli
strumenti di II livello e i materiali didattici.
Per informazioni potete
inviare una mail a: Dr.ssa Marialuisa Boninelli: marialuisa.boninelli@unive.it
martedì 2 settembre 2014
5 Settembre, Brescia Seminario di Studio sui Bisogni educativi speciali
Carissimi
ho il piacere di comunicarvi che giorno 5 Settembre sarò a Brescia per tenere una relazione al seminario di studio organizzato dal I.C. Ovest e I.C. Est presso l’aula Magna del ’Istituto Abba/Ballini di Brescia – Via Tirandi n.3.
Il titolo della relazione avrà la seguente tematica "Una scuola per i BES, per i DSA, per la disabiltà, per gli stranieri, una scuola per ogni svantaggio. L’insegnante come può orientarsi n questa complesità?"
L'invito è gratuito ed è aperto a tutti coloro che si occupano di educazione.
Per ulteriori informazioni potete contattare gli I.C. di riferimento.
ho il piacere di comunicarvi che giorno 5 Settembre sarò a Brescia per tenere una relazione al seminario di studio organizzato dal I.C. Ovest e I.C. Est presso l’aula Magna del ’Istituto Abba/Ballini di Brescia – Via Tirandi n.3.
Il titolo della relazione avrà la seguente tematica "Una scuola per i BES, per i DSA, per la disabiltà, per gli stranieri, una scuola per ogni svantaggio. L’insegnante come può orientarsi n questa complesità?"
L'invito è gratuito ed è aperto a tutti coloro che si occupano di educazione.
Per ulteriori informazioni potete contattare gli I.C. di riferimento.
martedì 26 agosto 2014
Articolo: lettori non si nasce lo si diventa
Io sorrido e penso alla mia esperienza. Non sono una lettrice nata, lo sono diventata con molta calma e soprattutto non perché qualcuno mi abbia stimolata alla lettura.
La mia casa era piena di libri eppure da bambina non mi degnavo di aprirli. Ai compleanni ogni libro ricevuto in regalo costituiva per me una grande delusione. Ma i miei genitori non mi hanno mai costretta a leggere.Sul finire delle elementari mi innamorai della serie tv «Pippi Calzelunghe» . Mio padre, allora, mi acquistò il romanzo della scrittrice svedese Astrid Lindgren, «madre» della ragazzina dalle treccine rosse, e io mi tuffai nella lettura senza rendermi conto che per una principiante affrontare più di 400 pagine non era cosa da poco.
A mio parere, non si può dire che gli stimoli familiari siano indispensabili per avviare alla lettura i bambini o i ragazzi. Io ho un fratello più grande e lui, pur avendo a disposizione la medesima biblioteca ben fornita, non ha mai avuto la mia stessa passione.
Mettiamo pure che si abbia a disposizione una biblioteca paterna come quella di Leopardi, non è scontato che vi passino ore ed ore durante la giovinezza, emulando il poeta recanatese. Anzi, è molto più probabile che si finisca per odiare quella biblioteca e quei libri così a portata di mano. A volte il gusto della ricerca è molto più appassionante.
Ecco perché, da docente, non impongo ai miei allievi più piccoli, che frequentano il biennio, i libri. che piacciono a me, lascio che scelgano loro, se hanno piacere di leggere. Quelli del triennio, invece, a causa del poco tempo a disposizione, devono inevitabilmente affrontare alcuni classici della letteratura italiana e straniera. E non sempre li gradiscono.
L’amore per la lettura non deve e non può essere forzato. Amare i libri deve essere una scelta e l’inizio di questo amore non ha data né età.Quando si viene catturati dalla lettura è per sempre, non importa se abbiamo sei anni, e sappiamo a mala pena distinguere le lettere dell’alfabeto, o se ne abbiamo sessanta. L’importante è che sia una scelta spontanea, non una forzatura come la scuola vorrebbe.
tratto da: corriere.it
Un parco giochi per facilitare l'interazione sociale tra i bambini
Una scuola a
Owings Mills, che si occupa di bambini autistici dai 2 agli 8 anni, Il
Shafer Center, ha recentemente installato un parco giochi destinato ad
aiutare i bambini attraverso l’interazione sociale e le capacità
motorie.
Le attrezzature specializzate sono in grado di “favorire
l’interazione sociale” tra i bambini autistici, che a volte hanno
maggiori difficoltà e impiegano un tempo maggiore ad interagire
socialmente soprattutto per un corretto uso dei segnali sociali.“Tante attività nel parco giochi richiedono più di una persona”, ha detto Kristen DeBoy, terapista di analisi comportamentale applicata, ABA, presso la Shafer Center, “questo favorisce l’interazione sociale.”
Il parco giochi è dotato di giochi speciali, appositamente realizzati l’attrezzatura del parco giochi tuttavia è simile a ciò che viene utilizzato sui campi da gioco tradizionali, ma ha elementi sensoriali, come ad esempio uno scivolo a rulli, che sono utili per i bambini autistici. Il Shafer Center non è l’unica scuola locale con un parco giochi Autism Friendly. Il Kennedy Krieger Institute ne ha installato uno nel 2012 per i suoi studenti, e altri ce ne sono in tutto il paese.
Secondo Kalb i parchi giochi possono essere considerati terapeutici poiché presentano un livello adeguato di sfida fisica, supportano il gioco immaginativo e aiutano i bambini a strutturare i loro movimenti. Senza dubbio il beneficio che i bambini autistici ricavano da questi parchi è ancora da verificare attraverso ricerche specifiche.
Inoltre i parchi giochi cosi strutturati possono essere utilizzati anche per osservare i bambini e identificare alcuni tratti specifici inerenti al disturbo dello spettro autistico, secondo Kalb ” i parchi giochi sono più naturalistici e meno strutturati” , “E’ un contesto ottimale per capire meglio lo sviluppo del bambino.” DeBoy ha riportato come la speciale altalena abbia aiutato un bambino che seguiva. Questo bambino che non amava parlare con gli altri bambini e soprattutto giocava da solo, ma grazie all’altalena, che richiede più di una persona per essere usata e ha quattro sedili con schienali più un posto in mezzo, ha iniziato a chiedere agli amici di giocare assieme.
Secondo DeBoy ciò risponde ad uno dei grandi quesiti dei genitori di bambini con disturbo dello spettro autistico “I miei figli hanno amici e possono essere in grado di giocare con gli altri bambini?”.
Il moto particolare di alcuni giochi può scuotere i bambini ipoattivi o aiutare a calmare e a scaricare l’ eccesso di energia quando lo swing ondeggia avanti e indietro come il pendolo di un orologio, il movimento può essere rilassante; quando si gira come una trottola, la sensazione nei bambini è invece più stimolante.
Il nuovo parco giochi è stato progettato da una società locale, Sparksatplay, che si è specializzata nella creazione di spazi esterni unici. Le competenze acquisite sul campo da gioco, come chiedere un altro bambino di giocare assieme , possono anche essere riproposte in altri contesti , magari facendoli sentire abbastanza sicuri per chiedere ad un amico di sedersi con loro a pranzo, o di giocare al chiuso con loro in un giorno di pioggia.
Articolo: struttura del cervello autistico
Il nuovo studio condotto dal Dr. Guomei Tang, David Sulzer e colleghi, sta ricevendo molta attenzione. Questa ricerca, come altre ricerche nello stesso campo, mostra
come vi sia una diversità nella struttura del cervello delle persone
con disturbo dello spettro autistico. Vi sono delle differenze nella
connettività cerebrale, alcune aree del cervello sono coordinate ad
altre aree in maniera differente rispetto alle persone a sviluppo
tipico.
Il
team di ricerca del Dr. Tang e di Sulzer ha trovato una spiegazione
a questa connettività atipica nelle sinapsi, i collegamenti fisici
attraverso le quali le cellule del cervello comunicano tra loro.
Un’interessante caratteristica dello sviluppo del cervello è che il
numero di sinapsi diminuisce con l’aumentare dell’età. I bambini più
piccoli hanno più sinapsi rispetto a ragazzi e adolescenti e le sinapsi
“extra” sono destinate a perdersi con il passare degli anni.
Il lavoro di Tang e Sulzer mostra come
nell’autismo il numero di sinapsi sia conforme alla media alla nascita
ma non riesca a diminuire con il passare degli anni, come avviene alle
persone con sviluppo tipico, ciò comporta che gli adolescenti con
disturbo dello spettro autistico hanno un numero maggiore di sinapsi
rispetto ai coetanei a sviluppo tipico.
I Dr. Tang e Sulzer hanno inoltre svolto
delle ricerca su un particolare tipo di topo, considerato un modello di
ricerca per l’autismo, il quale presenta una mutazione nel gene per la
sclerosi tubercolosa e presenta un numero eccessivo di sinapsi. I
ricercatori hanno trattato questi particolari topi con un farmaco
(Rapamycin) che ha reso possibile la diminuzione del numero di sinapsi e
un miglioramento nel comportamento sociale.
Anche se non è
ancora chiaro se l’eccessivo numero di sinapsi sia un problema per un
grande numero di persone con disturbo dello spettro autistico o sia
limitato a poche persone, gli scienziati però possono ora condurre
altri studi e ricerche per individuare nuovi farmaci più sicuri che
possano aiutare a ripristinarne il normale numero. Importante è
considerare che se un farmaco può normalizzare il numero di sinapsi e il
comportamento sociale nei topi non è altrettanto certo che abbia la
stessa efficacia con le persone con disturbo dello spettro autistico.
Articolo:I bambini autistici hanno più sinapsi cerebrali degli altri
La notizia arriva direttamente dai ricercatori della Columbia University
Medical Center (CUMC): bambini e adolescenti autistici avrebbero un
maggior numero di sinapsi.
Se avere un buon numero di sinapsi può essere un fattore positivo, averle in eccesso può essere deleterio. Come è possibile, dunque, che se ne formino addirittura in abbondanza?
Secondo gli scienziati si tratta di una sorta di mancata “potatura”. Avete presente cosa accade alla vegetazione se non viene mai potata nei mesi primaverili? Ecco, nelle sinapsi avviene una cosa simile: si forma una sorta di foresta cerebrale.
Il rallentamento del processo cerebrale di potatura durante lo sviluppo porterebbe a effetti profondi sulle funzioni del nostro cervello. Questo perché, come ben si sa, le sinapsi sono i punti in cui i neuroni si connettono e comunicano tra di loro. Va da sé che la comunicazione non può essere efficiente se è eccesiva.«È la prima volta che qualcuno ha cercato e visto la mancanza di potatura durante lo sviluppo dei bambini con autismo, anche se i numeri più bassi di sinapsi in alcune aree del cervello sono stati rilevati nei cervelli di pazienti anziani e nei topi con comportamenti autistico-simili», spiega il ricercatore professor David Sulzer
La potatura sinaptica sembra essere guidata da un processo di degradazione cellulare noto come autofagia. L’unico modo per risolvere il problema sarebbe l’ausilio di un farmaco che sia in grado di ripristinare la normale potatura sinaptica.
Per tentare una possibile soluzione è stata testata la rapamicina – detta anche Sirolimus. Si tratta di un farmaco immunosoppressore tradizionalmente utilizzato nei trapianti d’organi per evitarne il rigetto.
La ricerca, condotta per ora solo su animali (modelli murini con autismo) è stata in grado di tracciare il difetto di potatura di una proteina denominata mTOR – o bersaglio della rapamicina nei mammiferi – che, tra le altre cose regola la crescita e la sopravvivenza cellulare.
Quando mTOR diviene iperattiva le cellule cerebrali perdono la capacità di autofagia cellulare portando a numero eccessivo di sinapsi.Ripristinando nei topi il normale processo di auofagia e la conseguente potatura sinaptica i comportamenti autistico-simili sono diventati reversibili. Per far tutto ciò i ricercatori hanno scelto di utilizzare la rapamicina, la cui funzione – è risaputo – inibisce le proteine mTOR.
Il farmaco funzionava comunque anche se somministrato dopo che i comportamenti autistici si erano instaurati da tempo. Questo porta gli scienziati a pensare che il medicinale può essere adoperato anche a malattia avviata.
Secondo quanto riportato sulla rivista Neuron, nel cervello dei malati di autismo vi è una quantità eccessiva di proteina mTOR. La Rapamicina, tuttavia, è stata in grado di inibire mTOR riportando l’autofagia a condizioni normali.
«Il fatto che possiamo ravvisare cambiamenti nel comportamento suggerisce che l’autismo può essere ancora curabile dopo che è stato diagnosticato al bambino, se riusciamo a trovare un farmaco migliore», dichiara il prof. Sulzer.
«La cosa incredibile circa i risultati – continua Sulzer – è che centinaia di geni sono stati collegati all’autismo, ma quasi tutti i nostri soggetti umani avevano mTOR iperattiva e una diminuzione di autofagia e tutti sembrano avere una mancanza di normale potatura sinaptica. Questo ci dice che molti dei geni, forse la maggioranza, possono convergere sulla via mTOR/autofagia, allo stesso modo in cui molti affluenti portano al fiume Mississippi. Quando mTOR è instabile e ha ridotto l’autofagia, blocca la normale potatura sinaptica che può essere alla base dell’apprendimento di un comportamento appropriato che può essere una caratteristica unificante di autismo».
Secondo Alan Packer, ricercatore americano della Simons Foundation e co-finanziatore dello studio, eseguire uno screening della proteina mTOR e l’attività autofagica potrà fornire in un prossimo futuro un valido mezzo per diagnosticare alcune caratteristiche dell’autismo al fine di poter somministrare il trattamento più idoneo al soggetto autistico.
«Questa interessante ricerca potrebbe aiutare a sviluppare la nostra comprensione delle complesse differenze cerebrali che esistono tra le persone con autismo e quelli che non hanno tale condizione. Tuttavia, l’idea che un farmaco potrebbe essere sviluppato per trattare l’autismo deve essere valutata con cautela. Oltre a considerare le implicazioni etiche, ci chiediamo se è possibile estrapolare gli effetti dei farmaci sui topi che mostrano un comportamento apparentemente autistico e simile a esseri umani che in realtà hanno una reale disabilità», conclude
Carol Povey, direttore del Centro per l’Autismo della National Autistic Society.
Lo studio è pubblicato sulla rivista Neuron.
Se avere un buon numero di sinapsi può essere un fattore positivo, averle in eccesso può essere deleterio. Come è possibile, dunque, che se ne formino addirittura in abbondanza?
Secondo gli scienziati si tratta di una sorta di mancata “potatura”. Avete presente cosa accade alla vegetazione se non viene mai potata nei mesi primaverili? Ecco, nelle sinapsi avviene una cosa simile: si forma una sorta di foresta cerebrale.
Il rallentamento del processo cerebrale di potatura durante lo sviluppo porterebbe a effetti profondi sulle funzioni del nostro cervello. Questo perché, come ben si sa, le sinapsi sono i punti in cui i neuroni si connettono e comunicano tra di loro. Va da sé che la comunicazione non può essere efficiente se è eccesiva.«È la prima volta che qualcuno ha cercato e visto la mancanza di potatura durante lo sviluppo dei bambini con autismo, anche se i numeri più bassi di sinapsi in alcune aree del cervello sono stati rilevati nei cervelli di pazienti anziani e nei topi con comportamenti autistico-simili», spiega il ricercatore professor David Sulzer
La potatura sinaptica sembra essere guidata da un processo di degradazione cellulare noto come autofagia. L’unico modo per risolvere il problema sarebbe l’ausilio di un farmaco che sia in grado di ripristinare la normale potatura sinaptica.
Per tentare una possibile soluzione è stata testata la rapamicina – detta anche Sirolimus. Si tratta di un farmaco immunosoppressore tradizionalmente utilizzato nei trapianti d’organi per evitarne il rigetto.
La ricerca, condotta per ora solo su animali (modelli murini con autismo) è stata in grado di tracciare il difetto di potatura di una proteina denominata mTOR – o bersaglio della rapamicina nei mammiferi – che, tra le altre cose regola la crescita e la sopravvivenza cellulare.
Quando mTOR diviene iperattiva le cellule cerebrali perdono la capacità di autofagia cellulare portando a numero eccessivo di sinapsi.Ripristinando nei topi il normale processo di auofagia e la conseguente potatura sinaptica i comportamenti autistico-simili sono diventati reversibili. Per far tutto ciò i ricercatori hanno scelto di utilizzare la rapamicina, la cui funzione – è risaputo – inibisce le proteine mTOR.
Il farmaco funzionava comunque anche se somministrato dopo che i comportamenti autistici si erano instaurati da tempo. Questo porta gli scienziati a pensare che il medicinale può essere adoperato anche a malattia avviata.
Secondo quanto riportato sulla rivista Neuron, nel cervello dei malati di autismo vi è una quantità eccessiva di proteina mTOR. La Rapamicina, tuttavia, è stata in grado di inibire mTOR riportando l’autofagia a condizioni normali.
«Il fatto che possiamo ravvisare cambiamenti nel comportamento suggerisce che l’autismo può essere ancora curabile dopo che è stato diagnosticato al bambino, se riusciamo a trovare un farmaco migliore», dichiara il prof. Sulzer.
«La cosa incredibile circa i risultati – continua Sulzer – è che centinaia di geni sono stati collegati all’autismo, ma quasi tutti i nostri soggetti umani avevano mTOR iperattiva e una diminuzione di autofagia e tutti sembrano avere una mancanza di normale potatura sinaptica. Questo ci dice che molti dei geni, forse la maggioranza, possono convergere sulla via mTOR/autofagia, allo stesso modo in cui molti affluenti portano al fiume Mississippi. Quando mTOR è instabile e ha ridotto l’autofagia, blocca la normale potatura sinaptica che può essere alla base dell’apprendimento di un comportamento appropriato che può essere una caratteristica unificante di autismo».
Secondo Alan Packer, ricercatore americano della Simons Foundation e co-finanziatore dello studio, eseguire uno screening della proteina mTOR e l’attività autofagica potrà fornire in un prossimo futuro un valido mezzo per diagnosticare alcune caratteristiche dell’autismo al fine di poter somministrare il trattamento più idoneo al soggetto autistico.
«Questa interessante ricerca potrebbe aiutare a sviluppare la nostra comprensione delle complesse differenze cerebrali che esistono tra le persone con autismo e quelli che non hanno tale condizione. Tuttavia, l’idea che un farmaco potrebbe essere sviluppato per trattare l’autismo deve essere valutata con cautela. Oltre a considerare le implicazioni etiche, ci chiediamo se è possibile estrapolare gli effetti dei farmaci sui topi che mostrano un comportamento apparentemente autistico e simile a esseri umani che in realtà hanno una reale disabilità», conclude
Carol Povey, direttore del Centro per l’Autismo della National Autistic Society.
Lo studio è pubblicato sulla rivista Neuron.
tratto da: stampa.it
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