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sabato 23 febbraio 2013

Il Metodo Feuerstein: una palestra per la mente

La   teoria  della Modificabilità Cognitiva del Prof.re Feuerstein, sostiene che l’intelligenza   conserva   la  sua  naturale   plasticità ben  oltre l'età dell’infanzia  e  che  tutti, diversamente abili e non possano essere messi in condizione di imparare di più e meglio se il nostro processo di apprendimento viene " guidato" dalla figura di un mediatore.

mercoledì 22 giugno 2011

Creazione di Ambienti modificanti per l'apprendimento


Tutto il movimento dell’educazione cognitiva lo sostiene ogni individuo è modificabile e “la teoria della modificabilità non è un lusso: salva la vita. Dà a ciascuno la possibilità di far parte della società” (Feuerstein, 2001).
È possibile educare i processi di pensiero, i potenziali intellettivi sono modificabili, educabili e rieducabili grazie all’influenza di mediazioni educative efficaci (Paour, 1998) .
Per tornare al contesto italiano, la scuola sta ridisegnando il suo ruolo in funzione di questa centralità? Le affermazioni della Commissione dei Saggi del 1997 restano un punto di riferimento, affatto obsoleto, anche se pesantemente attaccato su più fronti dai nuovi orientamenti di politica scolastica dell’attuale governo.
“Compito prioritario della nuova scuola è la creazione di ambienti idonei all’apprendimento che abbandonino la sequenza tradizionale lezione-studio individuale-interrogazione per dar vita a comunità di discenti e docenti impegnati collettivamente nell’analisi e nell’approfondimento degli oggetti di studio e nella costruzione di saperi condivisi. Queste comunità dovranno essere caratterizzate dal ricorso a metodi di insegnamento capaci di valorizzare simultaneamente gli aspetti cognitivi e sociali, affettivi e relazionali di qualsiasi apprendimento”.
Insegnare a diventare buoni pensatori, stimolare lo sviluppo delle abilità di pensiero e la consapevolezza dei propri processi mentali implica ridisegnare anche il ruolo dell’adulto non più come trasmettitore di conoscenze, ma mediatore, facilitatore dei processi di apprendimento.
Entro questo ricco filone di ricerca di una didattica speciale per la normalità di cui questo convegno è una mirabile sintesi, si colloca anche il Metodo Feuerstein.
Questa proposta pedagogica ha dato un contributo fondamentale e fortemente innovativo sul come si può lavorare sul potenziale di apprendimento sia di soggetti disabili sia di soggetti “normali”, appartenenti anche a culture diverse e si caratterizza come uno dei primi approcci metacognitivi in ambito educativo e riabilitativo.

venerdì 13 maggio 2011

Strutturazione di Ambienti Modifcanti nel Metodo Feuerstein

Il terzo sistema che deriva dalla Teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale  è la strutturazione di ambienti adeguati allo sviluppo dell’individuo. 
Perché la modificabilità si attui è necessario che l’individuo sia integrato in un ambiente che lo stimoli ad applicare quanto appreso.
Vediamo alcune delle caratteristiche di un ambiente modificante.

E’ un ambiente aperto e senza pregiudizi basato sul rispetto di ognuno.

E’ un ambiente esigente che suscita il bisogno di attivare le risorse individuali.

Feuerstein sottolinea come l’atteggiamento passivo accettante che molte volte viene messo in atto, verso persone con difficoltà, anche se nasce da buone intenzioni, è in realtà demotivante e svalutante. L’ambiente deve costituire una sfida, anche se una sfida possibile, proponendo sempre nuovi traguardi verso il raggiungimento di una sempre maggiore autonomia.

E’ un ambiente eterogeneo che offre un ventaglio di modelli di funzionamento sia culturali sia comportamentali sia emotivi….. Se questo ambiente è ben strutturato permetterà alla persona di agire come sistema aperto verso nuove modalità di azione, di espressione, di pensiero.

E’ un ambiente positivo in grado di offrire un supporto alla quantità di stress richiesta dal cambiamento. L’insicurezza inerente situazioni nuove genera un disequilibrio che porta al progresso, allo sviluppo e al cambiamento. L’ambiente sicuro non è quello protettivo ma quello in grado di far sopportare un certo grado di insicurezza in modo da permettere al soggetto di adattarsi a situazioni nuove ed alle differenze culturali, tecnologiche e morali che la vita attuale ci presenta.
E’ un ambiente in cui si in cui l’individuo trova la quantità e la qualità di mediazione necessaria al suo sviluppo.
Tratto da:  http://ospitiweb.indire.it/adi/Saperi/FeueMod.htm