giovedì 11 novembre 2010

La storia del Centro per lo sviluppo delle abilità cognitive.

Carissimi, 
condivido con tutti voi, la presentazione iniziale del Centro per lo Sviluppo delle abilità Cognitive Coop. Soc. di Nicoletta Lastella, con cui ho il piacere di collaborare nella formazione, nella divulgazione e applicazione del metodo del Prof. Reuven Feuerstein. 


Il  Centro per  lo  Sviluppo  delle  Abilità Cognitive nasce  dalla  volontà  di  una  mamma  e  di  un  papà (Giovanni e Nicoletta) di una persona disabile (Davide, nato nel 1993) di promuovere la Pedagogia della Mediazione elaborata dal Prof. Reuven    Feuerstein  ad  altre  famiglie, raccogliendo  fondi  per  la  formazione   al metodo    Feuerstein  per  i  genitori e per l’applicazione del metodo ai loro figli.
La Cooperativa nasce il 22 marzo 2010 a seguito di un viaggio anni fa a Gerusalemme di questa famiglia presso il Centro ICELP di Gerusalemme nel quale Davide ha potuto beneficiare di un programma di riabilitazione cognitiva unico nel suo genere  che gli  ha consentito  negli anni, con  l’impegno dei genitori  che si  sono formati  al  metodo  Feuerstein, di frequentare  la scuola  senza   particolari  problemi   nello  svolgimento   del  programma     di classe  (ha  sempre    svolto  infatti un  programma equipollente). 
Oggi Davide frequenta  la seconda superiore e gioca agonisticamente a rugby, si  muove da solo  per la sua città di Garbagnate Milanese ed è autonomo nell’utilizzo dei mezzi pubblici casa - scuola.
I genitori  di  Davide,  hanno  cercato  negli  anni  delle  persone  amiche  e  sensibili  che  potessero  condividere  con  loro  il  sogno  di fondare   una  cooperativa  sociale  che  aiutasse  i  genitori   italiani  ad  essere  supportati  da  questa  metodologia  che  si  fonda  su postulati di speranza e su convinzioni precise, che hanno guidato tutta la vita e il lavoro dello psicologo Reuven Feuerstein:
1. Gli esseri umani sono modificabili
2. L’individuo che sto educando è modificabile
3. Io sono in grado di modificare l’individuo
4. Io stesso sono una persona che può e deve essere modificata
5. La società è modificabile e deve essere modificata
La modificabilità a cui Feuerstein si riferisce è principalmente una modificabilità cognitiva strutturale, che genera progressi strutturali nell’intelligenza di tutte le persone. In particolare, lavorando lungamente con persone con disabilità cognitiva, Feuerstein si accorse di quanto il cervello dell’uomo è plastico e flessibile, appunto modificabile, in grado di creare strutture cerebrali nuove che possono generale autonomia e superamento della disabilità. Oggi questo dato esperienziale del Professore è divenuto oggetto di ricerca scientifica, le neuroscienze appunto, che studiano quanto l’influenza dell’ambiente può modificare l’intelletto dell’uomo.
Al fine di ottenere la modificabilità cognitiva strutturale della persona, Feuerstein si mise allo studio di un programma di valutazione delle potenzialità cognitive (Learning Propensity Assessment Device, L.P.A.D.) e di riabilitazione cognitiva (Programma di Arricchimento Strumentale, P.A.S.) i quali, nelcorso degli anni, confermarono la sua intuizione, ovvero che è possibile generare piena autonomia di pensiero nelle persone disabili attraverso un intervento specifico che insegni loro come utilizzare pienamente tutte le funzioni cognitive di cui l’uomo è dotato e, di conseguenza, generare autonomia nella vita quotidiana della persona. In breve Feuerstein capì che, attraverso una strumentazione specifica, si può insegnare alle persone ad imparare ad imparare.
La Cooperativa Sociale è nata per divulgare questa grande opera del Professor Feuerstein a tutti coloro che si occupano di famiglie di persone disabili cognitive, affinchè il motto del Professore “Sta’ sicuro, c’è speranza” arrivi ad un numero più alto possibile di famiglie. Feuerstein è sempre stato convinto che la famiglia può fare molto, si può dire tutto, per modificare l’intelligenza del proprio figlio. 
E’ uno stile di vita da apprendere con pazienza, uno stile in cui l’attenzione a tutto ciò che può servire per imparare ad imparare fa parte dell’educazione che i genitori forniscono ai propri figli.
Il Centro è anche in convenzione con il Centro d’Eccellenza per la Didattica e la Formazione Avanzata dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e sta aprendo una nuova collaborazione con l’ospedale San Raffaele di Milano e la sua Facoltà di Psicologia a proposito degli studi sulla modificabilità dell’intelligenza in soggetti con disabilità cognitiva.
La Cooperativa si occupa, oltre che di divulgare il metodo Feuerstein attraverso una serie di iniziative mirate (conferenze gratuite, dimostrazioni di utilizzo degli Strumenti del PAS e dell’ LPAD, produzione di materiale informativo sul metodo Feuerstein, un progetto per il tempo libero e l’autonomia delle persone disabili, un progetto per insegnare ai genitori il gioco cognitivo) di promuovere la raccolta fondi per le sue attività istituzionali di formazione e di applicazione del metodo: corsi di formazione al PAS e applicazioni di vario genere del PAS e dell’LPAD a bambini, ragazzi e adulti, attività che la Cooperativa cerca sempre di offrire con il minor costo possibile per le famiglie attraverso una raccolta mirata di fondi su progetti specifici.
Le attività della Cooperativa possono essere suddivise in quattro parti:
a. Attività di divulgazione e promozione del metodo Feuerstein e di tutte le opportunità di miglioramento dell’autonomia delle  persone con difficoltà di apprendimento
b. Attività di formazione e di applicazione del metodo Feuerstein in convenzione con l’Università di Venezia e in collaborazione con l’università del San Raffaele di Milano.
c. Attività di potenziamento cognitivo attraverso attività specifiche per il supporto ai bambini, ai ragazzi, alle loro famiglie, agli educatori e agli insegnanti.
d. Attività di vario genere per la raccolta fondi e la presentazione di progetti per le attività istituzionali della Cooperativa. 
Per ulteriori informazioni vi invito a visitare il seguente sito internet www.sviluppocognitivo.it 
Rimango come sempre a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it

martedì 9 novembre 2010

Video: tutti a bordo dislessia

 
Carissimi,
condivido con tutti voi il video creato dalla collega Francesca Storace sulla Dislessia.
rimango come sempre a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento riguardo i Disturbi Specifici di apprendimento e alle modalità compensative e dispensative al seguente indirizzo mail: 
m.boninelli@unive.it 

Bisogni educativi Speciali ed inclusione: buone prassi e modalità di lavoro

Accanto al 2-3% di alunni diversamente abili  "certificati" c'è un altro 15-20% di alunni che presentano vari tipi di " Bisogni Educativi Speciali": alunni con disturbo specifico dell'apprendimento quali ad esempio dislessia, discalculia etc, alunni con difficoltà psicologiche, comportamentali e relazionali, alunni iperattivi, alunni che presentano svantaggio sociale e varie differenze linguistiche, culturali e non per ultime etniche.
Una scuola per essere davvero inclusiva per tutti i suoi alunni deve tenere conto di tutte queste diversità presenti all'interno dei contesti classe. Per questo motivo si osserva una sempre più emergente necessità di cogliere in tempo le differenze e i bisogni speciali in modo da poter organizzare una didattica il più possibile efficace e vicina alle reali esigenze di tutti gli studenti. 
Il nuovo modello di lettura delle difficoltà di  "funzionamento educativo-apprenditivo" basato sull'ICF dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è utilizzabile dagli insegnanti, per cogliere in tempo i vari Bisogni Educativi Speciali e attivare tutte le risorse, attività, metodi di lavoro possibili secondo i principi che stanno alla base della "speciale normalità", cioè quella normalità quotidiana delle relazioni e degli apprendimenti che tutti gli alunni dovrebbero raggiungere se correttamente "mediati" nei loro processi di acquisizione prima e apprendimento dopo
E' necessario utilizzare i mezzi, le risorse umane e i materiali più idonei alla specifica situazione della classe.
Per ulteriori informazioni su come poter raccogliere e gestire con metodo e precisone i dati relativi agli alunni con "Bisogni Educativi Speciali" ed attivare in maniera quanto più tempestiva e puntuale tutte le risorse necessarie per l'integrazione ed inclusione, potete contattarmi al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it  

Si ringrazia Nicoletta Costa per l'immagine.

giovedì 4 novembre 2010

ICF: scopi ed utilizzi.

A partire dalla seconda metà del secolo scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha elaborato differenti strumenti di classificazione inerenti l’osservazione e l’analisi delle patologie organiche, psichiche e comportamentali delle popolazioni, al fine di migliorare la qualità della diagnosi di tali patologie.
La prima classificazione elaborata dall’OMS, “La Classificazione Internazionale delle malattie” (ICD, 1970) risponde all’esigenza di cogliere la causa delle patologie, fornendo per ogni sindrome e disturbo una descrizione delle principali caratteristiche cliniche ed indicazioni diagnostiche. L’ICD si delinea quindi come una classificazione causale, focalizzando l’attenzione sull’aspetto eziologico della patologia. Le diagnosi delle malattie vengono tradotte in codici numerici che rendono possibile la memorizzazione, la ricerca e l’analisi dei dati.
EZIOLOGIA --> PATOLOGIA --> MANIFESTAZIONE CLINICA
L’ICD rivela ben presto vari limiti di applicazione e ciò induce l’OMS ad elaborare un nuovo manuale di classificazione, in grado di focalizzare l’attenzione non solo sulla causa delle patologie, ma anche sulle loro conseguenze: “la Classificazione Internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli handicap” (ICIDH, 1980). L’ICIDH non coglie la causa della patologia, ma l’importanza e l’influenza che il contesto ambientale esercita sullo stato di salute delle popolazioni. Con l’ICIDH non si parte più dal concetto di malattia inteso come menomazione, ma dal concetto di salute, inteso come benessere fisico, mentale, relazionale e sociale che riguarda l’individuo, la sua globalità e l’interazione con l’ambiente.
L’OMS dichiara l’importanza di utilizzare l’ICD (in Italia si fa riferimento alla versione 10 del 1992) e l’ICIDH in modo complementare, favorendo l’analisi e la comprensione delle condizioni di salute dell’individuo in una prospettiva più ampia, in quanto i dati eziologici vengono integrati dall’analisi dell’impatto che quella patologia può avere sull’individuo e sul contesto ambientale in cui è inserito.
L’ICIDH è caratterizzato da tre componenti fondamentali, attraverso le quali vengono analizzate a valutate le conseguenze delle malattie:
- la menomazione, come danno organico e/o funzionale;
- la disabilità, come perdita di capacità operative subentrate nella persona a causa della menomazione;
- svantaggio (handicap), come difficoltà che l’individuo incontra nell’ambiente circostante a causa della menomazione.
MALATTIA O DISTURBO --> MENOMAZIONI --> DISABILITA’ --> HANDICAP
La presenza di limiti concettuali insiti nella classificazione ICIDH ha portato l’OMS ad elaborare un’ulteriore strumento, “La Classificazione Internazionale del funzionamento e delle disabilità" (ICIDH-2, 1999), che rappresenta l’embrione del modello concettuale che sarà sviluppato nell’ultima classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La Classificazione Internazionale del funzionamento,disabilità e salute (ICF, 2001).
Il 22 maggio 2001 L’Organizzazione Mondiale della Sanità perviene alla stesura di uno strumento di classificazione innovativo, multidisciplinare e dall’approccio universale: “La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute”, denominato ICF.
All’elaborazione di tale classificazione hanno partecipato 192 governi che compongono l’Assemblea Mondiale della Sanità, tra cui l’Italia, che ha offerto un significativo contributo tramite una rete collaborativa informale denominata Disability Italian Network (DIN), costituita da 25 centri dislocati sul territorio nazionale e coordinata dall’Agenzia regionale della Sanità del Friuli Venezia Giulia. Scopo principale del DIN risulta essere la diffusione degli strumenti elaborati dall’OMS e la formazione di operatori che si occupano di inserimento lavorativo dei diversamente abili, in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche Sociali.
L’ICF si delinea come una classificazione che vuole descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socio-culturale di riferimento possono causare disabilità.
Tramite l’ICF si vuole quindi descrivere non le persone, ma le loro situazioni di vita quotidiana in relazione al loro contesto ambientale e sottolineare l’individuo non solo come persona avente malattie o disabilità, ma soprattutto evidenziarne l’unicità e la globalità.
Lo strumento descrive tali situazioni adottando un linguaggio standard ed unificato, cercando di evitare fraintendimenti semantici e facilitando la comunicazione fra i vari utilizzatori in tutto il mondo.
Il primo aspetto innovativo della classificazione emerge chiaramente nel titolo della stessa. A differenza delle precedenti classificazioni (ICD e ICIDH), dove veniva dato ampio spazio alla descrizione delle malattie dell’individuo, ricorrendo a termini quali malattia, menomazione ed handicap (usati prevalentemente in accezione negativa, con riferimento a situazioni di deficit) nell’ultima classificazione l’OMS fa riferimento a termini che analizzano la salute dell’individuo in chiave positiva (funzionamento e salute).
L’ICF vuole fornire un’ampia analisi dello stato di salute degli individui ponendo la correlazione fra salute e ambiente, arrivando alla definizione di disabilità, intesa come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole.
L’analisi delle varie dimensioni esistenziali dell’individuo porta a evidenziare non solo come le persone convivono con la loro patologia, ma anche cosa è possibile fare per migliorare la qualità della loro vita.
Il concetto di disabilità introduce ulteriori elementi che evidenziano la valenza innovativa della classificazione:
- universalismo;
- approccio integrato;
- modello multidimensionale del funzionamento e della disabilità.
L’applicazione universale dell’ICF emerge nella misura in cui la disabilità non viene considerata un problema di un gruppo minoritario all’interno di una comunità, ma un’esperienza che tutti, nell’arco della vita, possono sperimentare. L’OMS, attraverso l’ICF, propone un modello di disabilità universale, applicabile a qualsiasi persona, normodotata o diversamente abile.
L’approccio integrato della classificazione si esprime tramite l’analisi dettagliata di tutte le dimensioni esistenziali dell’individuo, poste sullo stesso piano, senza distinzioni sulle possibili cause.
Il concetto di disabilità preso in considerazione dall’Organizzazione Mondiale della Sanità vuole evidenziare non i deficit e gli handicap che rendono precarie le condizioni di vita delle persone, ma vuole essere un concetto inserito in un continuum multidimensionale. Ognuno di noi può trovarsi in un contesto ambientale precario e ciò può causare disabilità. E’ in tale ambito che l’ICF si pone come classificatore della salute, prendendo in considerazione gli aspetti sociali della disabilità: se, ad esempio, una persona ha difficoltà in ambito lavorativo, ha poca importanza se la causa del suo disagio è di natura fisica, psichica o sensoriale. Ciò che importa è intervenire sul contesto sociale costruendo reti di servizi significativi che riducano la disabilità.
L’ICF, adottando approcci di tipo universale e multidisciplinare, può essere utilizzata in discipline e settori diversi.
I suoi scopi principali sono:
- fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute, delle condizioni, conseguenze e cause determinanti ad essa correlate;
- stabilire un linguaggio standard ed univoco per la descrizione della salute delle popolazioni allo scopo di migliorare la comunicazione fra i diversi utlizzatori, tra cui operatori sanitari, ricercatori, esponenti politici e la popolazione, incluse le persone con disabilità;
- rendere possibile il confronto fra i dati relativi allo stato di salute delle popolazioni raccolti in Paesi diversi in momenti differenti;
- fornire uno schema di codifica sistematico per i sistemi informativi sanitari.
L’utilizzazione dell’ICF non solo consente di reperire informazioni sulla mortalità delle popolazioni, sulla morbilità, sugli esiti non fatali delle malattie e di comparare dati sulle condizioni di salute di una popolazione in momenti diversi e tra differenti popolazioni, ma anche di favorire interventi in campo socio-sanitario in grado di migliorare la qualità della vita delle persone.
A tal proposito, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tramite l’opera di diffusione dell’ICF portata avanti dal Disability Italian Network (DIN), si propone di coordinare i sistemi nazionali e regionali, al fine di sperimentare metodologie uniformi per avere un’analisi dettagliata della disabilità in Italia.
Le informazioni raccolte dall’ICF descrivono situazioni relative al funzionamento umano e alle sue restrizioni. La classificazione organizza queste informazioni in due parti, in modo interrelato e facilmente accessibile.
La prima parte si occupa di Funzionamento e Disabilità, mentre la seconda riguarda i Fattori Contestuali. La prima parte è costituita dalla componente Corpo, che comprende due classificazioni, una per le Strutture Corporee e una per le Funzioni Corporee e dalla componente Attività e Partecipazione, che comprende l’insieme delle capacità del soggetto in relazione allo svolgimento di un determinato compito nell’ambiente circostante.
Ogni componente viene codificata facendo riferimento a codici alfanumerici e a qualificatori che denotano l’estensione o la gravità delle menomazioni a carico delle funzioni e strutture corporee e delle capacità del soggetto nell’eseguire determinati compiti.
Le componenti sopra elencate vengono influenzate dai fattori ambientali, che comprendono l’ambiente fisico, sociale e degli atteggiamenti in cui le persone vivono e conducono la loro esistenza. Questi fattori possono infatti avere un’influenza positiva o negativa sulla partecipazione dell’individuo come membro della società, sulle capacità dello stesso di eseguire compiti, sul suo funzionamento o struttura del corpo.
I fattori personali (sesso, razza, fattori socio-economici, età, stile di vita, educazione ricevuta, ecc.) non vengono classificati nell’ICF a causa della loro grande variabilità culturale e sociale.
La classificazione ICF, tramite l’analisi delle varie componenti che la caratterizzano, evidenzia l’importanza di avvicinarsi alla disabilità facendo riferimento ai molteplici aspetti che la denotano come esperienza umana universale, che tutti possono vivere nell’arco della loro esistenza.
La disabilità non è solo deficit, mancanza, privazione a livello organico o psichico, ma è una condizione che va oltre la limitazione, che supera le barriere mentali ed architettoniche. Disabilità è una condizione universale e pertanto non è applicabile solo alla persona che si trova su una carrozzina, che non vede o non sente. L’ICF sottolinea l’importanza di valutare l’influenza dell’ambiente sulla vita degli individui: la società, la famiglia, il contesto lavorativo possono influenzare lo stato di salute, diminuire le nostre capacità di svolgere mansioni che ci vengono richieste e porci in una situazione di difficoltà.
L’ICF propone quindi un’analisi dettagliata delle possibili conseguenze sociali della disabilità avvicinandosi con umanità e rispetto alla condizione disabile.

Per ulteriori informazioni su come poter utilizzare lo strumento ICF per la costruzione di un Piano Educativo Individualizzato per un Progetto di vita per l'alunno diversamente abile potete inviarmi una mail al seguente indirizzo: m.boninelli@unive.it 

lunedì 1 novembre 2010

Un oggetto misterioso: il cervello

L’oggetto più complesso meraviglioso e misterioso dell’universo conosciuto è un pugno di carne gelatinosa che mediamente non raggiunge i 1500 grammi ma pullula di una vita straordinaria: cento miliardi di cellule, ognuna delle quali sviluppa una media di diecimila connessioni con le sue vicine. Queste cellule uniche e fantastiche, i neuroni, dal terzo al sesto mese di gravidanza crescono al ritmo di 250 mila al minuto. Qualche settimana prima della nascita la loro moltiplicazione si blocca e comincia quello che sarà il compito ininterrotto del cervello: creare connessioni tra una cellula e l’altra. Come scolpire una statua a partire da un blocco di marmo, spiegano i neurofisiologi, c’è una ridondanza iniziale di materiale, dalla quale si crea la forma per eliminazione. Le cellule che falliscono le connessioni vengono eliminate. Al momento del parto saranno dimezzate rispetto al loro picco, e il loro numero è fissato per sempre, dato che quando muoiono non vengono sostituite da nuove generazioni, come accade per la pelle. La loro morìa nel corso della vita, è impressionante: a partire dai 30-40 anni, spariscono al ritmo di centomila al giorno. Eppure le nostre facoltà mentali non declinano, anzi, lo scorrere del tempo spesso le migliora. Simili a veterani di mille battaglie, queste cellule invecchiano, perdono pezzi per strada eppure continuano a vincere. Com’è possibile? Questa è una delle tante domande in cui ci si imbatte riflettendo sul cervello, l’organo della funzione più alta prodotta dall’evoluzione, il mistero più impenetrabile sul quale si interroga da sempre l’umanità.
Il cervello è suddiviso in centinaia di aree, ognuna delle quali governa una specifica funzione. Quando pensiamo, parliamo, cantiamo, ricordiamo o ci muoviamo, queste aree si attivano in maniera trasversale, dando gli ordini che ci permettono di agire. Oggi si può individuare nel cervello l’area che corrisponde alle varie azioni
Antonio Damasio neurobiologo americano che ha studiato oltre duemila casi clinici di lesioni cerebrali sostiene che il cervello è ben più oltre della somma delle sue parti: “La mente ha la sua sede nei processi cerebrali, ma essi esistono perché il cervello interagisce con il corpo; e questo con l’ambiente dà forma al cervello. Non tutto è scritto nei geni, innato . Sono le emozioni e l’esperienza a dare forma al cervello”.
Il cervello  è una potenzialità che si realizza giorno dopo giorno, nell’interazione con il mondo esterno. Il motore di tutto sono i neuroni
Fino a poco più di un secolo fa si riteneva che il cervello, a differenza di tutti gli altri tessuti del corpo umano, non fosse costituito da cellule separate, bensì da una rete continua di materiale cellulare. Fu solo l’applicazione del metodo della reazione nera, una tecnica chimica di colorazione dei tessuti inventata da Camillo Golgi e poi sistematicamente applicata da Ramon y Cajal, che permise la descrizione dei neuroni, cioè le cellule nervose come unità distinte. E’ grazie a questo scienziato che noi oggi sappiamo che il cervello umano è costituito da circa cento miliardi di neuroni morfologicamente indipendenti ma funzionalmente interconnessi.
E’ proprio nella struttura e nel funzionamento delle connessioni tra neuroni che risiede il segreto del suo funzionamento. I neuroni, infatti possono essere visti come cellule non molto differenti dagli altri tipi cellulari per quanto riguarda i meccanismi alla base del loro funzionamento, ma che, rispetto agli altri tipi cellulari, hanno enormemente sviluppato e affinato la capacità di comunicare tra loro e con gli organi periferici. Possiamo infatti pensare a un neurone come a una cellula specializzata nel ricevere, processare e ritrasmettere informazioni. Queste informazioni potranno dar luogo a fenomeni diversi a seconda del neurone interessato, quali per esempio la contrazione di un muscolo, l’accelerazione del battito cardiaco o la generazione di un ricordo o di un’emozione.
Le strutture neuronali deputate alla trasmissione delle informazioni sono le sinapsi.
Il numero delle sinapsi per ogni neurone può essere altissimo: in genere è compreso tra mille e diecimila, ma talvolta arriva fino a centinaia di migliaia.
I fenomeni di plasticità sinaptica rappresentano un importante mezzo di adattamento alle necessità fisiologiche dell’organismo, nonché un mezzo di protezione dalla stimolazione eccessiva, che qualora avvenga, può portare a pericolosi fenomeni di “eccitossicità” ossia danni cellulari dipendenti dall’attività ; si pensi ad esempio alla scarica epilettica, o alla morte cellulare conseguente ad ictus cerebrale. La plasticità sinaptica costituisce inoltre un mezzo formidabile per la conservazione dell’informazione nei circuiti neuronali, poiché rappresenta le basi molecolari per i fenomeni di memoria e di apprendimento.
Anche le funzioni cognitive superiori quali l’apprendimento, la memoria ed il ragionamento hanno origine a livello delle sinapsi, e sono originate da fenomeni elettrici. Tuttavia, risulta ormai evidente, che fenomeni così complessi richiedono che ai segnali di tipo elettrico conseguano modificazioni biochimiche nell’attività cellulare. Queste modificazioni, che sono del tutto analoghe a quelle che si ritrovano in altri tipi cellulari, sono per loro natura di durata assai più lunga di quella del potenziale d’azione. Inoltre fenomeni a lungo termine, come il consolidamento della memoria, richiedono l’attivazione del nucleo della cellula e la sintesi di nuove proteine.
Tratto dalla tesi di N.Niero, Università Cà Foscari di Venezia. 
Per ulteriori informazioni non esitate a contattarmi al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it

martedì 19 ottobre 2010

Aradeo (Le), Corso di Formazione Programma di Arricchimento Strumentale II° Livello


Carissimi, 
inoltro la comunicazione ricevuta da parte del Prof.re Cosimo Di Magli per il corso che si terrà, nel mese di Novembre,  ad Aradeo (LE) sul Programma di Arricchimento Strumentale II° Livello.
Chi fosse interessato a frequentare il corso potrà contattare la scuola entro il 25 Ottobre al seguente numero telefonico: 0836554029

SCUOLA POLO - ARADEO

Metodo Feuerstein: P.A.S. 2° livello

CALENDARIO DELLE LEZIONI – Anno 2010/11 ( 60 ore )
tenute dal prof Cosimo Dimagli, direttore del Centro Autorizzato “Feuerstein” di Manduria e formatore cognitivo per il Programma di Arricchimento Strumentale (P.A.S. Standard e P.A.S. Basic); consultant  L.P.A.D.


Data
Orario
Argomenti
N. ore
03 NOVEMBRE

Le altre date saranno concordate nel giorno iniziale.
15,30  - 19,30




    15,30  - 19,30
       15,30  - 19,30

   15,30  - 19,30
   15,30  - 19,30


      15,30  - 19,30
  15,30  - 19,30


15,30  - 19,30
15,30  - 19,30


15,30  - 19,30
     15,30  - 19,30

15,30  - 19,30

RIEPILOGO DEI PRINCIPI DELLA MEDIAZIONE
Analisi del funzionamento cognitivo della persona alla luce della Modificabilità Cognitiva
Presentazione degli strumenti del II° livello.

Strumento - Orientamento Spaziale II - introduzione ed esercitazione
Esercitazione, brain storming, su OS2

Strumento -  Relazioni Temporali -  introduzione ed esercitazione
Esercitazione, brain storming, su RT


Strumento - Classificazioni - introduzione ed esercitazione
Approfondimento ed esercitazioni anche a livello dell’operazione mentale del confronto

Strumento - Istruzioni - introduzione ed esercitazione
COMUNICAZIONE EFFICACE, CHIARA, PRECISA, NON EGOCENTRICA, INEQUIVOCABILE

Strumento -  Relazioni   Familiari -  introduzione ed esercitazione
Completamento 4° Strumento- ESRCITAZIONI

Preparazione di una lezione tipo su pagg scelte.



15,30  - 19,30


15,30  - 19,30

15,30  - 19,30


esercitazione e lavori di gruppo: uso della scheda per la “valutazione dei microcambiamenti”

Preparazione di LEZIONI PAS su pagg scelte
Focalizzazione e interiorizzazione di aspetti didattici del PAS
Lezione del formatore con un gruppo di ragazzi (SE SARA’ POSSIBILE).















60 ore








La sequenza degli argomenti è puramente indicativa e potrebbe subire variazioni anche  in itinere.
Il calendario potrà essere modificato soltanto previo accordo col formatore ed il direttore del corso.
 

domenica 17 ottobre 2010

Giacomo Cutrera e la sua esperienza di alunno dislessico.

Condivido molto volentieri, 
il video di Giacomo Cutrera studente dislessico che ha appena concluso il suo percorso formativo, laureandosi 15 giorni fa in informatica.
Un valido esempio per alunni e genitori che si ritrovano ogni giorno a dover affrontare questa problematica ancora poca conosciuta nel contesto scolastico.
L'uso degli strumenti compensativi e dispensativi non creano ulteriori handicap ai nostri ragazzi, ma facilitano il loro percorso di apprendimento.

Per ulteriori informazioni sull'utilizzo di una didattica di tipo inclusivo attraverso gli strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con D.S.A. potete contattarmi al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it

sabato 16 ottobre 2010

Milano, Corso di Formazione Programma di Arricchimento Strumentale Basic II° livello

Carissimi, 
ho il piacere di comunicarvi che il Centro Autorizzato alla formazione Feuerstein, Mediation Arrca, organizza a Milano, un corso sul Programma di Arricchimento Strumentale Basci II° Livello.
Le date del corso sono le seguenti:
20-21 Novembre 2010
11-12 Dicembre 2010
Le lezioni si terranno dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
A conclusione del percorso formativo verranno riconosciuti 41 crediti ecm.
Per ulteriori informazioni vi invito a contattare il seguente indirizzo mail: info@mediationarrca.it 
Rimango, come sempre, a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it